Vorrei chiarire: a me piacciono i programmi d’inchiesta di Raitre. A tratti peccano di un po’ di ideologia e di qualche superficialità giornalistica, ma sono disposto ad accettare tutto questo in cambio del valore delle informazioni che portano a conoscenza del pubblico – di tutte le realtà scomode che scoperchiano e che ci costringono a guardare. Poi ci fanno conoscere persone buone e cattive in modo non mediato, consentendoci di farci un’idea personale.
Le parti però che di solito non sopporto sono quelle in cui i giornalisti vanno all’estero e trovano, immancabilmente, che in altri paesi le cose funzionano meglio. Anzi, in modo perfetto. Tutto quello che da noi è viziato da disorganizzazione, ottusa burocrazia, abbandono, nel paese scelto come paragone è esente da difetti. Ecco io semplicemente non ci credo. Trovo questo modo di raffigurare le realtà estere strumentale e semplicistico fino al punto da diventare offensivo per chi ha un minimo di esperienza di come funziona il mondo.
Oltretutto diffonde un pessimismo cronico sul nostro paese che per me è infondato, insieme alla visione che esista un metodo giusto, una soluzione semplice per i nostri problemi che per stupidità o per cattiva volontà, non adottiamo. Tutto questo ci fa male, non ci fa fare dei passi avanti verso le soluzioni, e non è al livello delle inchieste che all’interno del nostro paese queste trasmissioni televisive sanno condurre.


Sottoscrivo in toto. Confrontare situazioni allo sfascio con eccellenze non ha molto senso…però almeno c’è la sezione goodnews dopo le 23
condivido. a parte il fatto che la gabbanelli non riscuote la mia simpatia, ma poi… siamo certi che sia tutto vero?
“non cercare di piegare il cucchiaio, cerca piuttosto di giungere alla verità”; “quale verità?”; “che il cucchiaio non esiste” (Matrix, magistralmente riportato in “volo libero” di Luca Francioso )
scusate: la tutt’altra lontananza, luca francioso.