La criminalità e lo sviluppo del Nord Italia

Di recente per lavoro mi è capitato di guardare un po’ di dati sulla criminalità nelle diverse regioni del paese.  Bè la sorpresa è che l’incidenza di alcuni reati denunciati – soprattutto i furti, le violenze sessuali, i reati di sfruttamento della prostituzione e di traffico di stupefacenti – è nettamente superiore al Nord rispetto al Mezzogiorno.

La cosa è sorprendente anche perchè le mappe  dei vari fenomeni dello sviluppo, che per mestiere produco e guardo, appaiono tutte uguali (al punto che ci scherziamo sopra fra colleghi): i colori che descrivono l’intensità dei fenomeni diventano scuri man mano che si scende a Sud, medio-pallidi al centro, e chiari al nord.  Non è così per alcune forme di criminalità. Guardando ad una gamma più ampia di reati, le denuncie all’autrorità giudiziaria per 1000 abitanti sono 55 al Centro-nord e 39 al Sud (Dati ISTAT 2007). Ed allora, per deformazione professionale, a tipi come me  viene spontaneo cercare spiegazioni per quest’anomalia che consistono in errori di misurazione: inquesto caso con il fatto che i reati non vengono denunciati con la stessa probabilità al sud, o non vengono perseguiti con la stessa intensità.  Forse però la spiegazione è più semplice.  Al Sud alcune forme di criminalità sono meno presenti.

Considerando l’importanza che il crimine e l’insicurezza hanno per il benessere di un’area, direi che dobbiamo abituarci all’idea che, da questo punto di vista, nel Mezzogiorno si vive meglio.

Inquesta materia, sarebbe meglio quindi regionare sui livelli assoluti. Bisognerebbe forse solo capire, anche sulle base di confronti con il passato, o con altri paesi, qual’è il livello accettabile di questi fenomeni, verso cui tendere.

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3 Responses to La criminalità e lo sviluppo del Nord Italia

  1. Elena ha detto:

    Anche al Nord spesso, certi piccoli reati non vengono denunciati.
    Se ti rubano in casa e non hai armi o assicurazione non vai a fare denuncia per esempio, e i reati, in questo senso sono in aumento esponenziale.
    Ma non è tanto il reato non denunciato, quanto, secodno me, il tipo di prevenzione che si mette in atto maggiormente.
    La sera si gira molto meno per strada, ma non è un motivo per dire che diminuiscono le aggressioni: semplicemente la gente le “previene”.
    Sono solo piccoli spunti per far capire come al Nord la vita stia cambiando, e non so se questi cambiamenti nei comportamenti siano registrabili

  2. Alberto Cottica ha detto:

    “Lies, damn lies and statistics”.

    Da quel che ne so io se la gente gira meno di sera le aggressioni aumentano; non si previene un bel niente. Nicolini, il famoso assessore alla cultura del Comune di Roma negli anni 80, ridusse il tasso di violenza nelle strade con i concerti gratuiti e il teatro per strada…

  3. Carmelofrancesco ha detto:

    Credo sia opportuno considerare la natura della doppia presenza della criminalità organizzata al sud e al nord.
    Per la mafia il sud è più uno spazio di controllo e di legittimazione oltre che una base logistica: la forte presenza della criminalità organizzata funge in qualche modo da deterrente per tutta quella microcriminalità praticata da “cani sciolti”.
    Il nord invece è più spazio di profitto e di investimento e la rete di controllo sociale è meno pervasiva e più discreta. E’ chiaro che nella realtà le differenze sono di gran lunga più sfumate ma questa mi sembra una plausibile chiave di lettura.

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