Gli open data italiani? Detto-fatto

IL 17  Settembre parlavo qui di open data e del progetto di un sito in cui raccogliere link a tutti i dati amministrativi che le amministrazioni già condividono con il pubblico.  Da allora sono successe alcune cose:

1.prima si è formato un gruppo di google che discute animatamente di come realizzarlo dal punto di vista del  software, della licenza d’uso, del tipo di dati pubblici da linkare, dei rapporti con società ed iniziative imprenditoriali in questo campo; chi è interessato a questo dibattito che io trovo di livello piuttosto alto è invitato ad iscrivervisi

2. poi è’ andato online la settimana scorsa il sito web spaghetti open data. Ha un design essenziale ma efficace, è completamente autofinanziato da alberto cottica che ha lanciato l’idea e comprato l’hosting, ma soprattutto dalle molte ore di lavoro di sviluppatori straordinari come federico e matteo.  Ogni ringraziamento a queste persone sarebbe insufficiente.  Invito ancora una volta tutti coloro che sono a conoscenza di dati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione italiana sul web, a segnalarli agli amministratori del sito.

Insomma, in puro spirito hacker (civico) se una cosa è buona è bene discuterne, ma contemporanelamente la si fa pure.  Perchè per fare una cosa bene bisogna appunto farla, e poi migliorarla gradualmente con l’esperienza ed il contributo degli altri.  L’intento di noi di spaghetti open data fra l’altro non è di occuparci per sempre del sito istituzionale sugli opendata, che prima o poi verrà fuori, ma di stimolare lo stato italiano a farlo presto e bene.  A volte le cose rivoluzionarie sono più facili e rapide da realizzare di quello che ci si aspetta.

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3 Responses to Gli open data italiani? Detto-fatto

  1. Alberto Cottica ha detto:

    Sono d’accordo con il tuo approccio. Quel sito ha tutta una serie di problemi, ma intanto c’è. E la discussione in mailing list mi sta insegnando molto su quel tema: tra l’altro che non c’è nessuna ortodossia a cui conformarsi, per cui l’approccio di SOD è altrettanto difendibile quanto quello di altri progetti, e forse di più. Proprio perché ogni punto è discusso, ma la discussione è un’alternativa all’azione, ed è invece il suo naturale complemento.

  2. Federico Bo ha detto:

    Grazie Tito ma il merito va soprattutto ad Alberto, Matteo e alla comunità che si è raccolta intorno a SOD, comunità di grandi competenze e passioni.

  3. Matteo Brunati ha detto:

    Che dire, grazie Tito davvero di cuore!

    Senza i vostri stimoli e la crescita delle discussioni io non avevo nulla da mettere in piedi, e quindi adesso l’importante è capire assieme la strada migliore sia tecnica, per integrarci al meglio, sia e soprattutto quella per spiegare, mostrare e rompere quei livelli in cui siamo, come dire, persi come italiani.

    Yes we can mi verrebbe da dire .)
    E poi l’estrema diversità del gruppo è anche la sua forza, per cui grazie, sto imparando molto.
    E non è detto che possiamo coprire qualche gap con l’estero…

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