La corruzione è inferiore a quello che si pensa

E’ già da un po’ di tempo che penso che l’entità della corruzione e del clientelismo sia sovrastimata.  Questo non sarebbe un problema particolare se non fosse che diffondere una visione della realtà più negativa di quella che è deprime tutti, e induce alcuni a comportamenti coerenti con quello che si pensa sia un andazzo generale.  Ci sono almeno due forze che spingono a formarsi un immagine più corrotta della società di quella che veramente è:

  1. Esistono un buon numero di consulenti che lasciano intendere ai propri clienti di poter ottenere dallo Stato un trattamento preferenziale in virtù di conoscenze e relazioni privilegiate che possono vantare, quando questo non è vero.  E’ evidente l’interesse che questi intermediari possono avere a millantare simili relazioni: in questo modo cercano di differenziarsi da altri che offrono i medesimi servizi e che, come loro, agiscono nella legalità.
  2. Cittadini cinici o pigri dichiarano di non voler competere per l’accesso a risorse che lo Stato aggiudica con modalità competitive come appalti o impieghi pubblici, perchè questi sarebbero illecitamente assegnati “sempre ai soliti raccomandati”.  Si tratta evidentemente di un alibi per non impegnarsi, evitando così delusioni quali la scoperta di non essere al livello dei migliori.

Conosco queste dinamiche perchè le ho incontrate ambedue nella mia esperienza diretta tra le persone che mi circondano. In ambedue i casi, quello che lascia interdetti è il desiderio attivo di vedere riprodotta una società corrotta.  Dal punto di vista dei consulenti, perchè l’immagine della corruzione dei funzionari pubblici è qualcosa su cui costruiscono il proprio potere di mercato sulle persone disinformate.  Dal punto di vista dei cittadini, perchè “il sistema corrotto” è qualcosa di esterno a sé su cui scaricare la colpa per il proprio insuccesso percepito.  Le persone che vogliono credere che i successi di tutti gli altri siano immeritati perchè costruiti con scambi illeciti e relazioni preferenziali non ammettono la prova contraria, o meglio, trascurano i molti esempi di concorsi pubblici amministrati correttamente, e pubblici amministratori scrupolosi per soffermarsi sono sugli esempi, che pure esistono, di scandali ed abusi.

Se si potesse dimostrare che siamo per la stragrande maggioranza persone per bene, questo per molti sarebbe una cattiva notizia.

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5 Responses to La corruzione è inferiore a quello che si pensa

  1. sincero bresciani ha detto:

    …e allora, ai molti, diamogli prova della “cattiva notizia”: chiediamo sempre lo scontrino fiscale.
    un abbraccio

  2. […] 11-12-2011, Sotto gli occhi di tutti (blog), “La corruzione è inferiore a quello che si pensa“, Tito Bianchi, (leggi qui) […]

  3. Marco Spampinato ha detto:

    La frase di apertura di questo commento fa presupporre che ci sia una qualche stima quantitativa della corruzione in Italia, che faccia riferimento ad un insieme come “i concorsi pubblici”, “gli appalti pubblici”, le selezioni del personale. In realtà per quel che so una stima della corruzione, intesa come scambio di tangenti per ottenere un appalto, o come clientelismo e nell’assegnazione di posti di lavoro, a tempo determinato o indeterminato, non esiste. Molte delle cosiddette stime sono raccolte di impressioni soggettive. La stampa certo può amplificare il peso dei casi di corruzione scoperti, rispetto ai casi di buoni appalti o buone procedure (che non fanno notizia), in questo modo favorendo quella tipica conclusione che sia “tutto uno schifo” o “tutto un magna magna”; e questo certamente può favorire una maggiore accettazione sociale della corruzione. Chi vuole combattere veramente la corruzione dovrebbe considerare tuttavia che “corruzione” è termine che può ricomprendere pratiche differenti. Una pratica corrotta allude non solo ad uno scambio di tangenti, ma anche ad un malfunzionamento singolare o sistemico, che conduce, ad esempio, a selezionare personale con motivazione, capacità e competenze di molto al di sotto del potenziale, o semplicemente al di sotto del livello richiesto. Anche la mia impressione soggettiva (come quella di molti) è che in Italia le pratiche di selezione siano spesso viziate da incompetenza del selezionatore, eccessiva parzialità o, al contrario, “falsa neutralità” delle procedure, scarsa trasparenza, pratiche discriminatorie, mancata assunzione di responsabilità, lottizzazione/spartizione politica, e clientelismo. Sono tutti aspetti, non solo gli utlimi due, che favoriscono il diffondersi di una visione forse più pessimistica del necessario rispetto al “vero” grado di corruzione politico-amministrativa vigente. Sta di fatto che quando ci confrontiamo con esami e test, più o meno standardizzati, di livello internazionale (come il GRE per esempio), avvertiamo che quelle procedure sono sufficientemente imparziali, e ci restituiscono un risultato attendibile della nostra preparazione in una o più materie. Al contrario è esperienza diffusa quella di non riscontrare un sufficiente livello di obiettività e imparzialità in molte tipologie di “selezione” o di “misurazione della preparazione” e/o “valutazione della performance” nel nostro paese. Pur senza mitizzare alcun contesto, il problema a mio avviso esiste, ed è sicuramente molto rilevante. Quanto? Difficile a dirsi senza studi seri, a loro volta difficili a farsi. E se studi seri e sufficientemente oggettivi sulla corruzione, così come più in generale sulla qualità e l’efficacia delle procedure di selezione, sono pochi, forse questo stesso fatto è indice dell’entità del problema: o almeno della scarsa volontà di affrontarlo. Un saluto

    • tito ha detto:

      Sono stato esplicito al riguardo, al di là del titolo teso a catturare un po’ l’attenzione, i miei ragionamenti derivano da esperienze aneddotiche, ma personali e dirette. A volte mi domando che succederebbe al fenomeno del clientelismo se la quasi totalità della popolazione credesse che i concorsi, gli appalti e le selezioni sono nella stragrande maggioranza dei casi giuste e meritocratiche. Il fatto è che, come in altri ambiti, per me le aspettative creano il terreno fertile per pratiche ingiuste ed illecite.

  4. […] di un anno fa pubblicavo qui un idea che da molto tempo mi frullava in testa e che riguarda le politiche di sviluppo e certe […]

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