I valori d’uso reggono in tempi di crisi

Salgono le tasse sugli immobili e l’italiano va nel panico.  Chi vede le sue possibilià di benessere solo associate alla crescita di valore dei beni che ha accumulato, non può stare tranquillo.  Ma c’è una buona notizia: il valore che la tua (mia) casa non perderà anche a seguito degli sconvolgimenti economici più profondi che possiamo immaginare è il valore d’uso.  La tua casa continuerà a proteggerti dalla pioggia e dal freddo, a custodire le tue cose, etc.

A quanto ricordo il valore d’uso è un concetto introdotto da Marx, come una delle tre tipologie di valore concepibili: valore di produzione, valore di scambio, e, appunto, valore d’uso.  Alcune cose usualmente considerate come depositi di valore – come l’oro e le banconote – di valore d’uso non ne hanno molto.  Viceversa ne hanno le forbici, il frigorifero, i cerotti, ed altre cose che possediamo e che non potremmo certo scambiare o rivendere facilmente.  Secondo me i più preoccupati della crisi sono in realtà quelli che hanno molte cose che in realtà non servono loro a niente nel quotidiano, che hanno accumulato beni pensando soprattutto al loro valore di scambio.  Quali sono i limiti di questo neanche tanto originale ragionamento anarcoide?

  1. bisogna mangiare più o meno tutti i giorni, e ci sono altre spese di consumo abbastanza necessarie; se perdessimo il lavoro potrebbero mancarci le cose più necessarie a vivere (ma a quanti di noi davvero?)
  2. viviamo in una società in cui si cade in depressione se non si rispetta l’imperativo di mantenersi autonomi dagli altri, mantenere i figli minori,  cambiare il telefonino vecchio e cose del genere.  La serenità mentale e l’accettazione sociale sono beni non molto meno importanti dei beni di sussistenza
  3. La casa, se come me non hai ancora finito di pagarla, puoi anche perderla per effetto di rialzi dei mutui e/o di un crollo dei tuoi redditi

Pur con tutto ciò, a me la crisi spaventa poco ed in parte è per questa faccenda dei valori d’uso.  Sarà che mi accontento di poco…

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One Response to I valori d’uso reggono in tempi di crisi

  1. sincero ha detto:

    Raffinata, la tua analisi. Il valore d’uso quindi è inattaccabile dalla crisi ma, come dici te, il problema sta ” a monte”: non siamo più certi di poter acquistare beni (anche essenziali) o di poter mantenere quelli attuali (casa/mutuo). Ho capito bene? Allora forse la domanda da porsi è “mi serve davvero il tal bene?”; in altre parole, l’acquisto di un bene deve accompagnarsi alla valutazione del suo valore d’uso?
    E il computer come lo valuti, alto o basso valore d’uso?
    Scusami, ma non sono il più adatto a parlare di economia…infatti, all’acoustic guitar meeting di Sarzana ho visto Kaukonen… da solo con la chitarra a momenti faceva venire giù la fortezza Firmafede. Grandioso. Altra gran bella scoperta sono i Dago Red, bravissimi, folk-blues acustico, impossibile non battere il ritmo con il piede.
    Comunque, anche io mi accontento di poco… un posto di lavoro per poter pagare il mutuo, però se mi va male il rinnovo del contratto (non dovrebbe) all’orizzonte non si vedono grosse opportunità. Mi accontento di poco, due cuori (veramente ormai sono 4) e una capanna (nel vero senso della parola).
    Un abbraccio

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