La mia paura del volo

Come molte altre persone ho paura di prendere l’aereo. Comunque di aerei ne prendo lo stesso e sono costretto perciò a convivere con questo sentimento-handicap. A me sembra che la mia paura sia una condizione unica e distintiva, che gli altri non possono capire. In realtà credo che sia comune a molte altre persone e quindi che cosa c’è di meglio che parlarne in questo blog per vedere se c’è qualcuno che mi può capire, o addirittura aiutare a superare questo problema?

Intanto, che cosa significa avere paura del volo?  Anche se spesso per renderla socialmente più accettabile parliamo di tensione, ansia, nervosismo, la mia è una paura vera e propria che:

  • è parente delle vertigini e della paura del vuoto, degli abissi, etc (infatti ho un po’ anche quelle);
  • si alimenta del senso di impotenza di essere in balia di forze su cui non ho nessun controllo: sono in una scatola di latta ed ai comandi c’è chissachi.  Ho l’impressione che se pilotassi io l’aereo diminuirebbe (ma non scomparirebbe);
  • cala quando sono costretto a prendere aerei molto di frequente, 3-4 volte in un mese, e tende a diminuire fino a scomparire (se non c’è brutto tempo) nel corso dei voli molto lunghi transoceanici, quasi sopravanzata dalla stanchezza;
  • può essere un po’ faticosamente tenuta sotto controllo attraverso il contatto con altre persone.  Durante i voli io divento più socievole.
  • un altra cosa che mi rassicura è sentire la voce del comandante che parla con tono pacato, lasciando intendere che le cose vanno come dovrebbero;

Per favore non mi scrivete che l’aereo è più sicuro dell’auto o cose del genere. Naturalmente lo so bene e ripetermelo non mi serve a niente.  E’ come se la  mia parte emotiva avesse una logica sua autonoma che entra in conflitto con la razionalità vera e propria.  Una parte di me nel profondo è convinta che salendo su un aereo sto facendo una cosa molto pericolosa.  Quella parte pensa che non sono io il problema, ma che ho tutte le ragioni ad avere paura.

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One Response to La mia paura del volo

  1. sincero ha detto:

    stesso identico approccio. In più mi dico “ok, il teorema di Bernoulli su cui si basa il volo è verificato… però non ho scampo… sono sospeso in aria!” e dei tonfi sordi quando il carrello viene chiuso ne vogliamo parlare? “si sarà chiuso bene oppure s’è incastrato?”. Io scruto sempre il viso delle hostess; un pò perchè magari sono delle belle gnocche, ma soprattutto cerco conferma sull’esito della mia vita: mi sembra sempre di vederle tese, nervose e pronte al peggio… forse se ci fosse la ferilli. ad ogni modo vale quanto detto da Guccini: ” non amo volare, in più, se il buon Dio ci avesse voluti volatori, avrebbe sicuramente escogitato un modo più veloce per ritirare i bagagli”.

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