Innovatori di provincia

11 maggio 2011

Vengo da una provincia.  Da Caserta per la precisione, che fra tutte le provincie italiane è fra le più provinciali a cui riesco a pensare (anche se effettivamente mi manca l”esperienza diretta per dirlo).  Ma è anche un posto da cui provengono personaggi pubblici del momento piuttosto evoluti e gradevoli, e che io stesso considero innovativi della nostra cultura pop.  Ne parlo perchè è anche un po’ la mia storia che vorrei capire meglio: come fa un centro urbano così convenzionale ad allevare tutte queste persone in cerca del nuovo?  Per certi versi la loro caratteristica comune mi sembra essere quella di essere poco convenzionali e, direi,  liberi nel pensiero, anche se qua libero non è davvero nessuno, ma tutti siamo influenzati, per conformismo o per desiderio di rivolta, dal periodo in cui viviamo.

Ci sono dei musicisti di successo come gli Avion Travel, che oggi fanno carriere separate e tutte di successo senza scadere nella qualità, ma seguendo un loro stile ed un loro percorso.  Ci sono due scrittori che hanno uno stile spiccato e personale come Antonio Pascale e Francesco Piccolo, che è anche un autore televisivo e di cinema che va per la maggiore.   Io li leggo ambedue con piacere.

Ma quello che mi fa più simpatia è forse proprio Pietro Taricone, e non perchè è prematuramente scomparso.  Ricordo in lui una forza ed una creatività vere.

Per me l’uomo nuovo è lui.

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Arduino: riprendere la tecnologia nelle nostre mani

21 giugno 2010

Alberto Cottica è proprio un genio. Lasciamo perdere il fatto che sta scrivendo un libro sulle politiche pubbliche ed il web e l’ha messo a disposizione sul web per commenti due mesi prima della pubblicazione.  Adesso sto pensando ad Arduino, quel gingillo che sarà al centro di una serie di  dimostrazioni che Alberto farà con Massimo Banzi in Toscana presso i centri regionali di diffusione tecnologica, in seguito alla convenzione che la Regione ha firmato con Kublai.

Che cos’è questo Arduino? Per quel che ho capito è una specie di mini-computer, che consente di controllare dispositivi vari come sensori, led, cellule fotoelettriche etc, e con ciò di realizzare dei manufatti creativi e a volte utili.  E che cosa c’è di innovativo ed interessante in questo? Certo non l’aspetto tecnologico, ma il fatto che permette anche a persone normali di realizzare dispositivi elettronici in prima persona, adattando elettronica ed informatica – quella roba che di solito compriamo fatta e finita nei negozi – con la nostra creatività.  Pare che con Arduino, anche per il suo prezzo bassissimo, realizzare dispositivi elettronici diventi possibile a tutti quelli che hanno voglia di applicarcisi un po’.

Perchè presentare questa tecnologia matura ed a basso costo in Toscana? Bè, l’accordo con i toscani prevede di utilizzare il metodo Kublai per promuovere innovazioni nei settori tradizionali dell’industria manifatturiera regionale.  Secondo molti osservatori, l’industria tradizionale italiana con l’avvento dell’elettronica ha perso uno dei suoi tradizionali vantaggi competitivi: quella capacità di manipolare  il processo produttivo che derivava dalle competenze nella meccanica dei nostri imprenditori e delle nostre maestranze (che poi a volte erano le stesse persone in fasi diverse della vita).  Nell’era dell’elettronica, questo controllo del processo di produzione è stato perduto, spesso non risiede più in azienda e non è più partimonio di una sola persona, ma condiviso fra diverse figure: progettisti, tecnici elettronici, programmatori, etc.     Insomma l’elettronica sembra avere espropriato le nostre piccole imprese della conoscenza profonda di come funziona il loro stesso processo di produzione, e quindi della possibilità di migliorarlo, anche al margine, ma nel continuo.  E’ la situazione ion cui si trovano Benigni e Troisi nel 1500, che non sanno nulla degli apparecchi che vorrebbero inventare…

Ma era davvero neccessario che succedesse questo con l’avvento dell’elettronica? Arduino è forse allora un modo per recuperare, nel mondo di oggi, quel rapporto diretto fra le nostre idee creative e la capacità di metterle in pratica con le nostre stesse mani.   Se il rilancio delle nostre industrie di mobili, abbigliamento e calzature può passare dal bricolage elettornico-informatico cercheremo di capirlo in Toscana a partire dal 29 Giugno.


E’ venuto quel momento dell’anno…

19 gennaio 2010

… incui si tiene il KublaiCamp!

Se dal video vi rimane qualche dubbio, non c’è problema, lo scoprirete lì.

Io sto organizando la mattina una sessione dedicata ai problemi degli spazi fisici per la creatività, il pomeriggio assegniamo il prestigioso, quanto simbolico, Kublai Award 2009. Si parla di finanziamenti per i creativi e ci sarà una gara di elevator pitch fra progettisti creativi. Più una serie di altre cose più e meno programmate.
In generale mi sembra il posto giusto per incontrare gente che ha voglia di fare qualcosa di grande per sè e per gli altri.

[grazie a Chantal per il video]