Gli open data italiani? Detto-fatto

9 novembre 2010

IL 17  Settembre parlavo qui di open data e del progetto di un sito in cui raccogliere link a tutti i dati amministrativi che le amministrazioni già condividono con il pubblico.  Da allora sono successe alcune cose:

1.prima si è formato un gruppo di google che discute animatamente di come realizzarlo dal punto di vista del  software, della licenza d’uso, del tipo di dati pubblici da linkare, dei rapporti con società ed iniziative imprenditoriali in questo campo; chi è interessato a questo dibattito che io trovo di livello piuttosto alto è invitato ad iscrivervisi

2. poi è’ andato online la settimana scorsa il sito web spaghetti open data. Ha un design essenziale ma efficace, è completamente autofinanziato da alberto cottica che ha lanciato l’idea e comprato l’hosting, ma soprattutto dalle molte ore di lavoro di sviluppatori straordinari come federico e matteo.  Ogni ringraziamento a queste persone sarebbe insufficiente.  Invito ancora una volta tutti coloro che sono a conoscenza di dati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione italiana sul web, a segnalarli agli amministratori del sito.

Insomma, in puro spirito hacker (civico) se una cosa è buona è bene discuterne, ma contemporanelamente la si fa pure.  Perchè per fare una cosa bene bisogna appunto farla, e poi migliorarla gradualmente con l’esperienza ed il contributo degli altri.  L’intento di noi di spaghetti open data fra l’altro non è di occuparci per sempre del sito istituzionale sugli opendata, che prima o poi verrà fuori, ma di stimolare lo stato italiano a farlo presto e bene.  A volte le cose rivoluzionarie sono più facili e rapide da realizzare di quello che ci si aspetta.

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Chi ben comincia….

30 agosto 2010

Nonostante l’estate sia stata ricca di notizie su ogni sorta di drammi e nefandezze, la notizia che mi è rimasta impressa e a cui continuo a ripensare è questa.  Il settanta per cento delle matricole della Bicocca di Milano vengono iscritte all’università dai genitori.  Questo dato mi provoca un particolare fastidio e non capisco neanche bene fino a che punto e perchè.  Forse perchè è uno di quegli indicatori che si possono considerare dei condensatori di tante cose che non vanno in questo paese: figli deresponsabilizzati e che non sentono neanche più la vergogna di non saper fare né scegliere niente in autonomia, genitori che pensano di fare il bene dei loro cari aprendo il cammino davanti a loro da qulunque ostacolo.

Credo che questo sia uno di quei casi in cui è il caso di fermarmi qui sforzandomi di non diventare censore e moralista, fare un bel respiro e pensare con un po’ di filosofia che il futuro che ci aspetta sarà inevitabilmente diverso dal passato; pensare che sarà insieme più bello e più brutto, e poi sedermi ad attendere con un po’ di curiosità quello che il futuro ci riserva.


Quanto sono importanti il lavoro ed il potere nella vita: differenze di genere

16 agosto 2010

Perchè non farsi dei nuovi nemici, o nemiche in questo caso, senza guadagnarci nulla in cambio?

Quando leggo  stastistiche sulla scarsa presenza di donne nelle più alte posizioni di potere (politica, imprese, banche), mi viene da pensare: se fosse vero che le donne sono meno disposte a sacrificare la loro vita personale ed affettiva per raggiungere queste posizioni, questo aumenterebbe (se possibile) la stima che ho per loro.  Con riguardo alle professioni ed ai salari,  qui si sostiene che questo è il motivo per cui certe professioni tipicamente femminili siano pagate meno di quento dovrebbero.

Il fatto è che mi sono ormai fatto l’idea che, con rarissime eccezioni, per arrivare al potere e restarci bisogna pensare quasi solo a quello,  non guardando in faccia a nessuno.  Neanche alle persone che ti sono care, e non è una cosa bella.

Ciò detto, io penso che la discriminazione sessuale sul luogo di lavoro esista.